Fuori Fuoco
Opera da camera
Fuori Fuoco
Musiche di Diana Buscemi
Libretto di Mariza D'Anna
Regia di Maria Paola Viano
Direttrice Diana Buscemi
*Acquistabile al botteghino o presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, salvo esaurimento posti.
Under 18, over 65, possessori di Disability Card, previa presentazione di un documento di riconoscimento.
Sinossi
A seguito del ritrovamento e della digitalizzazione di 28 bobine di proprietà della famiglia Fontana di Trapani, datate anni 20/30 e di grande valore antropologico e sociale, si vuole presentare al pubblico questo patrimonio culturale che contempla significative scene di vita del passato riguardanti Trapani, Erice e Valderice.
Il mezzo scelto è quello teatrale. Si tratta di uno spettacolo di teatro musicale in cui, al materiale video delle bobine PATHE di cui sopra, si intersecano immagini del presente che trovano nella narrazione riferimenti costanti su alcune tematiche riferite al raffronto tra passato e contemporaneità: rapporti familiari, vita sociale di una città della provincia del Sud nella quale incombe l’ombra della mafia, il ruolo dell’informazione, problemi ambientali.Alla prosa si alterna un fitto tessuto musicale che contrappunta i dialoghi tra le due protagoniste e arricchisce emozionalmente i numerosi contenuti video trattati artisticamente nello spazio scenico con la tecnica del video mapping.
Anna esplora il suo passato familiare attraverso la figura onirica del nonno (fantasma), in un racconto che si muove tra sogno e realtà, tra vivi e morti, tra la società di ieri e quella di oggi. In un rimando di domande e risposte tra Anna, il nonno, la madre e altre figure si instaura un dialogo grazie al quale ritornano in vita persone, luoghi, avvenimenti e oggetti che hanno caratterizzato la storia di una famiglia e quella di una città della provincia siciliana, storie che si intersecano con un presente molto diverso.
Seguendo i frammenti di vecchie immagini in bianco e nero si ricompone la narrazione, fino a quando il sogno sfuma e la figura del nonno si dissolve come un fantasma venuto dall’altrove – che svela un mistero rimasto celato per tanto tempo - per lasciare il posto all’oggi e a tutti i repentini cambiamenti intervenuti nel corso di quasi un secolo.
Emerge così netto il confronto tra due mondi molto distanti: le carrozze lasciano il posto a scooter con i motori truccati, il calcio giocato nell’asfalto delle piazze ora si pratica in grandi stadi con migliaia di persone sugli spalti, le pinete rigogliose della collina si sono diradate, distrutta dal fuoco, la lunga spiaggia di sabbia di un tempo con i casotti di legno e pochi bagnanti in riva al mare ha lasciato il posto ad una folla sguaiata e vociante. A questo si aggiunge il ruolo della stampa incapace di far emergere le criticità e spesso assuefatta al potere. Resta il mare a fare da sfondo alle vite vissute: un Mediterraneo rassicurante nel passato familiare e oggi un mare tempestoso e incerto ma unica speranza per i profughi che scappano da guerre e miseria e approdano in Sicilia. I luoghi narrati sono quelli di una suggestiva Sicilia occidentale, tra la città di Trapani e la montagna e il borgo di Erice dagli anni Venti fino ai giorni nostri.
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