Ghost Cafè
Opera da camera
Ghost Cafè
Musica di Carlo Galante
Libretto di Gabriela Fantato
Regia Giuseppe Amato
Direttore Mirco Reina
*Acquistabile al botteghino o presso la sede dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, salvo esaurimento posti.
Under 18, over 65, possessori di Disability Card, previa presentazione di un documento di riconoscimento.
Sinossi
La giovane Flora è di nuovo rifiutata: cerca la sua strada nella vita, vorrebbe essere una cantante, ma dopo ogni audizione la risposta è negativa. Flora si chiede tristemente che cosa non vada in lei e se debba rinunciare. Questa situazione incrina profondamente la passione e la vocazione della ragazza. Sarà l’incontro casuale e fatale con Sal – barista di GHOST CAFE’, ottimo barman di cocktail di sua invenzione e di alto tasso alcolico – che le suggerirà una direzione. Sal non risponde mai direttamente alle domande di Flora, ma lo fa attraverso la potenza arcana di un Juke-box degli Anni Sessanta: oggetto arcaico, in disuso e coperto di polvere da anni eppure dotato di una magica potenza, tale da evocare… fantasmi. E così voci e volti dal passato tornano e dialogano con Flora.
I tre fantasmi richiamati dall’abisso del tempo via via sono l’amore – nella veste di una chançoniere degli Anni Quaranta; l’arte tragica – nelle vesti di una delle grandissime voci dell’opera degli Anni Sessanta e infine la potenza del denaro-mercato che veste i panni di una donna-manager agguerrita e aggressiva ma sicura di ciò che occorre per “avere il successo”. Paure e sogni, ricordi e incontri, si intrecciano alle domande sulla vita e sul Destino. Un’apparizione improvvisa nel finale: un fantasma, una persona vera o un sogno? Il funambolo che entra mostra “come si cammina sul filo”, come la strada da percorrere – per Flora e per tutti forse – sia in bilico ma vada verso l’alto, proprio come la vita e il Destino.
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