Nabucco
Opera
Nabucco
Musica di Giuseppe Verdi
Libretto di Temistocle Solera
Nuovo Allestimento. Coproduzione con il teatro dell'Opera Giocosa di Savona e il Teatro Politeama Greco di Lecce.
Teatro "Giuseppe Di Stefano"
12 luglio 2026, Ore 21:00
Teatro "Giuseppe Di Stefano"
14 luglio 2026, Ore 21:00
Personaggi e interpreti
Nabucco Enkhbold Ankhbayar
Abigaille Caterina Meldolesi
Zaccaria Giovanni Battista Parodi
Ismaele Blagoj Nacoski
Fenena Angela Schisano
Il Gran Sacerdote di Belo Mariano Orozco
Abdallo Gianluca Moro
Anna Ikumi Nakagawa
Direttore Giovanni Di Stefano
Regia Renato Bonajuto
Scene Lorenzo Trucco
Costumi Artemio Cabassi
Maestro del Coro Fabio Modica
Orchestra e Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese
Sinossi
ATTO PRIMO
Gerusalemme è assediata dall'esercito babilonese guidato da Nabucco. Mentre il popolo ebraico, raccolto nel Tempio, affida la propria sorte alle preghiere del sommo sacerdote Zaccaria, la giovane Fenena, figlia del sovrano, è trattenuta come ostaggio nella speranza di scongiurare la distruzione della città. Fenena è però segretamente innamorata di Ismaele, un giovane ebreo che, ricambiandone i sentimenti, tenta di condurla in salvo. L'arrivo di Abigaille, anch'essa innamorata di Ismaele, accende un conflitto alimentato dalla gelosia e dalla sete di rivalsa. Quando Nabucco irrompe nel Tempio, deciso a piegare definitivamente il popolo ebraico, Ismaele salva Fenena, attirandosi l'accusa di tradimento da parte dei suoi stessi compatrioti.
ATTO SECONDO
Abigaille scopre di non essere la legittima figlia di Nabucco, bensì una schiava adottata dalla famiglia reale. Ferita nell'orgoglio e desiderosa di conquistare il potere, decide di usurpare il trono. Nel frattempo Fenena, convertitasi alla fede ebraica, governa il regno durante l'assenza del padre. Tornato vittorioso, Nabucco si lascia accecare dalla superbia e arriva a proclamarsi dio. La sua blasfema sfida viene punita da un improvviso fulmine che lo priva della ragione. Mentre il re cade nella follia, Abigaille si impadronisce della corona e assume il controllo del regno.
ATTO TERZO
Divenuta sovrana, Abigaille decreta la condanna a morte degli Ebrei e della stessa Fenena. Nabucco, ormai prigioniero della propria follia e privato dell'autorità, assiste impotente agli eventi. Sulle rive dell'Eufrate, il popolo ebraico esprime la nostalgia per la patria perduta nell'intenso coro Va, pensiero, simbolo del desiderio di libertà e di riscatto. Di fronte al destino della figlia, Nabucco inizia lentamente a ritrovare la lucidità e comprende la gravità delle proprie colpe.
ATTO QUARTO
Riacquistata la ragione, Nabucco invoca il Dio degli Ebrei e promette di riconoscerne la grandezza se gli sarà concesso di salvare Fenena. Con rinnovato coraggio guida i suoi uomini, libera la figlia e il popolo ebraico, facendo abbattere l'idolo di Baal e ponendo fine alla persecuzione. Abigaille, ormai sconfitta e consumata dal rimorso, si avvelena e, prima di morire, implora il perdono di Nabucco, Fenena e Ismaele. L'opera si conclude con la liberazione degli Ebrei e con un solenne inno di ringraziamento, mentre Nabucco riconosce la suprema potenza del Dio d'Israele.
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